• Cristine Spiezia

|3| Yoga, Asana e miti VIRABHADRASANA

IL GUERRIERO

VIRABHADRASANA

Prosegue il terzo appuntamento di yoga asana e Mito.


Oggi vorrei raccontarti la storia di Virabhadrasana, uno degli asana più praticati nello yoga.

È una storia d'amore, tragica. Sono sicura che farai questa sequenza con una nuova consapevolezza dopo aver letto la storia.

È descritto nei Purana, un gruppo di testi sacri hindū. Vīra significa “eroe” e bhadra significa “giusto” o “valoroso” in sanscrito.

Prima che Śiva si sposasse con la dea Pārvatī, principessa delle montagne, era sposato con la sua amata dea Satī.

Satī aveva scelto Śiva come marito contro il volere del padre, Dakṣa, Sacerdote severo. Dakṣa riteneva che Śiva fosse uno sposo indegno perché non eseguiva i rituali, non aveva una vocazione, non possedeva nulla e girava il mondo come un vagabondo. Quando Satī scelse di sposare Śiva, Dakṣa, furente, organizzò uno yajña (rituale) al quale invitò tutti gli dèi, tranne Śiva.

Questo fece infuriare Satī, che irruppe nella sala dei rituali del padre, invocò i poteri yogici e si immolò bruciando dall'interno sacrificando sé stessa.

SIVA si trasforma

Quando la notizia della morte di Satī raggiunse Śiva, il dio si infuriò a tal punto che si trasformò in Vīrabhadra, il grande guerriero valoroso, entrò insieme a un esercito di fantasmi nella sala dei rituali e decapitò Dakṣa. Gli dei implorarono Śiva di avere pietà, e Śiva, che è noto per essere facile agli scatti d’ira ma anche facile da placare, si calmò e riportò in vita Dakṣa, donandogli una nuova testa, quella di una capra, per fargli capire che il suo atteggiamento territoriale e possessivo era più adatto agli animali che agli uomini.



Le tre posizioni di Virabhadrasana illustrano la leggenda ciascuna, riporta un momento specifico: la prima è la manifestazione della rabbia di Śiva a mano a mano che diventa il terrificante Vīrabhadra. La seconda è il simbolo di Vīrabhadra che decapita Daksa. La forma finale rappresenta Vīrabhadra che tiene la testa mozzata, ma può anche essere interpretata come l’atto posizionare la testa di capra sul corpo decapitato di Dakṣa.


Ecco così la sequenza virabhadrasana uno, due e tre.


A settimana prossima con l'ultimo appuntamento di questo assaggio dei miti dello Yoga.


Jiva Yoga Academy


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