• Cristine Spiezia

|9| Yogic Studies - Storia dello Yoga ed evoluzione nel tempo / Testi principali dello Yoga

PARTE 03

YOGHI

Parole come yoghi suonavano come impostore, mago, criminale e perverso, tutto in nome di una mentalità moderna. Lo Yoga, dunque, non godeva di grande fama nell’India colonizzatrice dell’800. Ma questa è solo parte della storia, il XVIII secolo, infatti, è il periodo in cui vengono composti numerosi testi sanscriti sul tema yogico alcuni dei quali sono stati d'ispirazione del moderno yoga delle posture promosso da Krishnamacharya.

Anche la psicologia cominciò ad interessarsi allo yoga, esempio è uno dei padri della psicologia occidentale, W. James. Scrive un saggio, The power of the Man, dedicando in un paragrafo allo yoga “le meraviglie del sistema Yoga”, e scrive: “è il sistema ascetico più venerabile e quello i cui risultati hanno la più consistente conferma sperimentale”; arriva ad interpretare lo yoga come un metodo per risvegliare dentro di sé livelli sempre più profondi della volontà e del potere morale e intellettuale”.

Grazie a Vivekananda e ai maestri che gli hanno tenuto dietro, anche in occidente cominciava a diffondersi lo yoga, in un contesto di crisi della cultura occidentale, e proprio mentre questa attraversa un processo di globalizzazione, lo yoga, in parte come ondata di riflusso, diventa un fenomeno di significativa importanza sociale. Esso forniva una via diversa di approccio al mondo a chi si poneva problemi di carenza di senso nell’'identificare la realizzazione più alta dello spirito. Lo spartiacque, nelle relazioni tra India e Stati Uniti a proposito dello yoga, viene però individuato nel discorso di Swami Vivekananda al Parlamento mondiale delle religioni nel settembre del 1893, che favorì una grande fioritura di pubblicazioni yogiche. Con il saggio yoga filosofi, scriveva dando la sua risposta su ciò che definiva Raja Yoga, da lui inteso come via per la conquista della natura interiore (approfondiremo nel prossimo articolo Scuole e Maestri Yoga)