• Bettina Pfaff

Yogoda - Paramahansa Yogananda


“Yogoda insegna l’arte di dirigere consapevolmente l’energia vitale risanante a qualunque parte corporea infortunata o malata che ne abbia bisogno. Grazie a questo aiuto la vitalità del corpo viene aumentata notevolmente, portando a un magnifico sviluppo dei tessuti corporei, forza e inaspettato vigore nervoso, assicurando di conseguenza un aumento di longevità. La memoria e la forza mentale vengono pure rafforzati grazie al miglioramento e l’aumento di ossigenazione sanguigna.”

Noi diventiamo ciò che pensiamo

Questa bellissima introduzione di Yogananda ha destato sicuramente parecchio interesse e curiosità... ma come saranno questi esercizi di energizzazione? Come si eseguono? Saranno difficili? Niente affatto - almeno ciò che concerne il fisico! I movimenti da eseguire sono estremamente semplici. Allora, cosa rende così speciale l' energizzazione?

Innanzitutto, come dice la parola stessa “energizzazione”, si tratta di prendere coscienza dell'energia che pervade tutto l'universo, che penetra quindi anche ogni atomo del nostro corpo. Il semplice prendere atto di tale energia fa sì che essa vibri su un livello più elevato.

Paramhansa Yogananda ci ha dato un assioma:

“Più forte è la volontà, più forte è il flusso di energia.”

Ma cosa si intende per volontà? La volontà implica una mente presente, unidirezionale, concentrata, all’erta, che focalizza tutti i nostri sensi su un unico punto. Ma si deve altrettanto tingere della dolcezza del cuore, di arrendevolezza e malleabilità per non rischiare di spezzarci.


La nostra mente è come una grande calamita che si carica secondo la nostra volontà, il nostro umore e i nostri moti sentimentali. Noi attiriamo più o meno energia a seconda del nostro atteggiamento mentale.

Basta osservare le nostre curiose reazioni secondo le circostanze che ci propone la vita. Quanto può risultare indigesto il lunedì mattina! Sembra che gravi come un fardello su di noi, curvando le spalle e spegnendo ogni sorriso. Ma lo stesso lunedì mattina può splendere sotto una nuova luce, se si cambia l’obiettivo della giornata… sostituendo “ufficio” con “vacanza”.