Jiva Yoga

Yogoda - Paramahansa Yogananda

06/02/2016

*namastè

 

“Yogoda insegna l’arte di dirigere consapevolmente l’energia vitale risanante a qualunque parte corporea infortunata o malata che ne abbia bisogno. Grazie a questo aiuto la vitalità del corpo viene aumentata notevolmente, portando a un magnifico sviluppo dei tessuti corporei, forza e inaspettato vigore nervoso, assicurando di conseguenza un aumento di longevità. La memoria e la forza mentale vengono pure rafforzati grazie al miglioramento e l’aumento di ossigenazione sanguigna.”

 

Noi diventiamo ciò che pensiamo 

Questa bellissima introduzione di Yogananda ha destato sicuramente parecchio interesse e curiosità... ma come saranno questi esercizi di energizzazione? Come si eseguono? Saranno difficili? Niente affatto - almeno ciò che concerne il fisico! I movimenti da eseguire sono estremamente semplici. Allora, cosa rende così speciale l' energizzazione?

Innanzitutto, come dice la parola stessa “energizzazione”, si tratta di prendere coscienza dell'energia che pervade tutto l'universo, che penetra quindi anche ogni atomo del nostro corpo. Il semplice prendere atto di tale energia fa sì che essa vibri su un livello più elevato.

Paramhansa Yogananda ci ha dato un assioma:

“Più forte è la volontà, più forte è il flusso di energia.”

Ma cosa si intende per volontà? La volontà implica una mente presente, unidirezionale, concentrata, all’erta, che focalizza tutti i nostri sensi su un unico punto. Ma si deve altrettanto tingere della dolcezza del cuore, di arrendevolezza e malleabilità per non rischiare di spezzarci.

 

 

La nostra mente è come una grande calamita che si carica secondo la nostra volontà, il nostro umore e i nostri moti sentimentali. Noi attiriamo più o meno energia a seconda del nostro atteggiamento mentale.

Basta osservare le nostre curiose reazioni secondo le  circostanze che ci propone la vita. Quanto può risultare indigesto il lunedì mattina! Sembra che gravi come un fardello su di noi, curvando le spalle e spegnendo ogni sorriso. Ma lo stesso lunedì mattina può splendere sotto una nuova luce, se si cambia l’obiettivo della giornata… sostituendo “ufficio” con “vacanza”.

Noi rimaniamo sempre le stesse persone, ma qualcosa è cambiato nella nostra mente. La semplice parola “vacanza” ha mosso dei fili sottili interni, che hanno rinnovato la nostra energia fisica.

Ora ci sentiamo carichi e pieni di entusiasmo. Quindi, tutto nasce dalla giusta motivazione, con la quale impregnamo il pensiero.

Impariamo a localizzare ed isolare con la concentrazione e visualizzazione quelle aree, proprio per attirare maggiore forza e vigore in esse. Più forte è la concentrazione più forte è il flusso di energia!

Le tensioni muscolari, in energizzazione, sono ritmiche e lavorano come un'onda di forza. E appunto come un'onda crescono dolcemente in intensità fino a raggiungere, al culmine dell'inspiro, il proprio apice, per poi sciogliersi altrettanto gradevolmente sull'espirazione. Queste contrazioni scandite hanno un impatto molto profondo e benevolo, e vanno ripetute tre o  quattro volte. 

Possiamo dedurre che abbiamo a che fare con esercizi che trascendono i meri movimenti ginnici, che accrescono il potere della mente diventando così una vera forza spirituale.

Non per caso Yogananda esigeva dai suoi discepoli la padronanza degli esercizi di energizzazione per poter accedere ai livelli superiori dello yoga.

 

In Yogoda usiamo tale energia positiva e carica per inondare gli angoli più remoti del nostro essere. Essere presenti in ciò che facciamo, riempire e accompagnare con la mente e la massima concentrazione ogni più piccolo movimento corporeo, visualizzare fiumi di luce e benessere che inondano ogni muscolo e fibra, significa “energizzazione”.

 

Questa bellissima tecnica ci insegna a conoscere e stimolare le singole parti del nostro fisico, che spesso adoperiamo involontariamente (come il gluteo sinistro o il polpaccio destro). Quindi, usiamo la tensione muscolare per attivare determinate fasce corporee.

 

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